Segmenti
Ho sempre pensato che vi fosse qualcosa di magico e affascinante nei numeri, nei simboli e nelle forme geometriche; sono stato irrazionalmente pervaso dalla sensazione che nei numeri, nella loro perfezione, vi sia la più alta forma di conoscenza dell’uomo.
Questa sensazione non è mai venuta meno nel tempo e ancora oggi penso che vi sia un fascino inspiegabile in linee, segni, numeri e simboli e che essi siano evocativi e portatori di intrinseca bellezza.
Infatti, nei miei ultimi lavori si intravedono in modo più netto linee e forme geometriche invece del colore applicato gestualmente, anche attraverso spatolate.
L’elemento più ricorrente nella trama degli ultimi quadri è il segmento, un tratto di colore di forma geometrica, non sottile né lineare, ma corposo e spesso, che si muove, si combina, cambia direzione, forma angoli, genera percorsi, parallelismi, incontri, incroci, unioni.
Tale nuova fase inoltre è caratterizzata da colori d’intensità attenuata rispetto al passato: le cromie accese presenti nelle sperimentazioni degli esordi erano frutto di un’emozione primitiva diretta ed energica, ma priva di struttura.
Con il tempo le trame hanno acquistato maggiore complessità, in ragione dell’affinarsi dell’espressione intima.
L’approdo odierno è un colore “contaminato” che, sia pure liberato dai toni cupi del recente passato, porta con sé le tracce di quel passaggio: è un colore ricco, ma “irregimentato”, costretto in segmenti, trame geometriche e percorsi.
Il segmento, per definizione, è una linea mancata, spezzata, con un inizio e una fine nei suoi limiti.
Il segmento riveste per me, dunque, un significato simbolico che trascende il piano squisitamente geometrico, prestandosi a una lettura analogica con la vita dell’uomo: se la linea - tendendo all’infinito - è rappresentazione dell’universo, del divino, il segmento esprime i limiti tipici dell’individuo.
Per il segmento, come per l’uomo, l’infinito è solo un’aspirazione: i suoi estremi ne impediscono l’espansione, creando un baratro incolmabile verso il divino, rimanendo vivo solo l’anelito, la tensione.
Il segmento è la nostra esistenza limitata, breve o lunga, e pur intensa e brillante che sia, può raggiungere solo momenti di elevazione, in cui l’essere umano perviene alla contemplazione della bellezza e del puro amore universale.
È infatti il nostro destino aspirare a raggiungere la bellezza e l’amore universale solo occasionalmente, ma sempre con grande fatica, lottando: solo così, liberandoci della materialità e sforzandoci di connetterci con il divino, che è nel profondo della nostra anima, riusciamo a spostare gli estremi che ci limitano.
I colori dei segmenti però sono spesso macchiati di nero: il nero, che contamina il colore, esprime l’incapacità dell’uomo a mantenerne integra la purezza del bambino; le macchie rappresentano l’assenza di purezza, le inadeguatezze, le ipocrisie, le iniquità dei singoli, delle società e dell’ordine mondiale.
Attilio Spagnolo
